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Antologica di Fabri alla Fondazione Carit, in mostra opere dal 1960 al 2001

La Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni rende omaggio a Otello Fabri, esponente di spicco del panorama pittorico umbro del Novecento, con una mostra antologica che si terrà nelle sale espositive di Palazzo Montani Leoni a Corso Tacito, dall’11 febbraio al 31 marzo. L’esposizione offre una visione completa della produzione del pittore e incisore ternano scomparso dieci anni fa. La mostra, infatti, guida il visitatore in un viaggio ideale attraverso un lungo percorso artistico, che ha visto Fabri originale interprete delle diverse tecniche pittoriche e grafiche: olio, pastello, acquarello, disegno, incisione xilografica e calcografica, tutte padroneggiate con grande maestria. Una intensa produzione artistica, la sua, che scalata senza stacchi dai primi anni Sessanta al 2001, lo ha fatto conoscere e apprezzare tra i maggiori pittori della sua terra, in Italia e fuori dai confini nazionali.

Venezia, Parigi, Nizza, oltre la nativa Terni e Roma dove si avviò la sua formazione originariamente sensibile alle suggestioni di quella Scuola, sono stati i luoghi centrali della vicenda di Otello Fabri, importanti per l’evoluzione del suo linguaggio pittorico, la messa a fuoco di nuovi temi del mondo poetico e la diffusione della sua opera. Un ruolo particolare lo ha svolto Venezia: la fioritura del suo profilo urbano, i monumenti, la grande tradizione pittorica lagunare segnatamente settecentesca, hanno trovato nell’opera di Fabri una vera e propria celebrazione originale e luminosa.

L’artista considerava Venezia la sua seconda città, e a Venezia, peraltro, è maturata la sua vocazione incisoria, un aspetto considerevole del suo magistero artistico, collocabile in posizione di spicco nell’ambito dell’incisione italiana del Novecento. Parigi e Nizza, il polo francese delle fonti e frequentazioni artistiche di Otello Fabri, rimandano alla grande stagione della pittura postimpressionista, di area tra simbolista e nabissiana, che è l’altro fondamentale referente della sua pittura felicemente giocata sulle fluenze della linea e sulla fioritura espansiva del colore.

Promossa, organizzata e finanziata dalla Fondazione della Cassa di Risparmio di Terni e Narni, la mostra dischiude aspetti della ricerca di Fabri pressoché “inediti”, nel senso che ripropone dipinti da decenni conservati nelle collezioni, oggi rivisitabili grazie ai numerosi privati che li hanno messi a disposizione accanto alle opere dei familiari e ad alcune di quelle acquisite dalla Pinacoteca comunale di Terni negli anni Settanta.

La mostra, che si dispiega dal 1960 al 2001, anno della morte di Fabri, conta 72 olii e 15 tra acquarelli e pastelli mentre l’attività incisoria viene ricordata attraverso alcune incisioni e relative lastre. Insieme ai soggetti più noti come i nudi e le figure femminili per lo più rappresentate in situazioni di interno o in esterni qualificati come luoghi e paesaggi, si possono ammirare dipinti dell’artista meno conosciuti ma non meno pregevoli, come i paesaggi ricorrenti nella stagione giovanile, quando non mancano attenzioni alla pittura toscana risalente a Ottone Rosai assieme alle già ricordate suggestioni romane, alcuni scorci di Terni e aperture sulla campagna umbra. Esposti anche i ritratti di tre Sindaci di Terni conservati a Palazzo Spada e l’opera collocata presso il Museo civico Villa Colleredo Mels di Recanati.

Il critico d’arte professor Micieli, curatore della mostra e già autore del catalogo generale dell’Opera Incisoria di Otello Fabri, ha curato altresì un volume, pubblicato da Bandecchi & Vivaldi Edizioni, che non è solo il catalogo delle opere esposte, ma una vera e propria monografia compiutamente estesa all’intera vicenda e personalità artistica di Fabri. Ricco di documentazione iconografica, di testimonianze critiche e letterarie e di apparati critici e bibliografici, è sicuramente il testo su Fabri più aggiornato e completo sino a oggi realizzato.

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